Il 4 agosto 1965 è una data che segna un punto di svolta nella storia della sanità italiana. In quel giorno, il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat promulga la Legge n. 1103, composta da 24 articoli che disciplinano l’arte ausiliaria sanitaria del Tecnico di Radiologia Medica. Per la prima volta, questa figura viene riconosciuta e regolamentata in modo ufficiale.
Con tale legge, si affida al Ministero della Sanità il compito di vigilare sulla formazione professionale, sull’accertamento del titolo abilitante e sull’esercizio della professione. È l’inizio di un lungo cammino che porterà questa figura a trasformarsi da semplice operatore tecnico a professionista sanitario con competenze avanzate e riconosciute.
Un’evoluzione continua
Negli ultimi 60 anni, il percorso dei TSRM si è intrecciato con l’inarrestabile avanzamento tecnologico e con i cambiamenti strutturali del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). L’introduzione di nuove apparecchiature diagnostiche, l’aumento della complessità delle prestazioni, l’integrazione tra competenze sanitarie e digitali hanno richiesto un aggiornamento costante, sia sul piano formativo che normativo.
Un passaggio cruciale avviene con la Legge 3 del 2018, che sancisce la nascita degli Ordini TSRM e PSTRP. Un riconoscimento formale e sostanziale che eleva ulteriormente la professione, tutelando cittadini e pazienti e garantendo standard elevati di qualità, sicurezza e responsabilità.
Una figura centrale nel percorso di cura
Oggi il Tecnico sanitario di radiologia medica è un protagonista fondamentale del SSN. Collabora in sinergia con medici e altri professionisti sanitari, gestisce tecnologie sofisticate e riveste un ruolo determinante nel percorso diagnostico e terapeutico del paziente.
La sua preparazione non è più solo tecnica, ma anche etica, relazionale e organizzativa. La professione si fonda su competenze interdisciplinari, capacità di lettura dei bisogni sanitari e padronanza degli strumenti più avanzati.
Guardare al futuro con visione
Il futuro del TSRM non sarà scritto solo dai progressi della tecnologia, ma soprattutto da chi saprà utilizzarla con intelligenza, responsabilità e visione. In un SSN che cambia, la vera innovazione sarà rappresentata da professionisti capaci di interpretare l’evoluzione, non solo di seguirla.
Nel sessantesimo anniversario della Legge 1103, si celebra non solo una normativa storica, ma un’intera comunità professionale che ha saputo crescere, adattarsi e assumere un ruolo di riferimento nella sanità italiana.
Commissione di albo nazionale dei TSRM
4 agosto 2025