
V. Di Nucci e l’On. Gribaudo
Dal 20 al 22 ottobre, si è tenuta la terza edizione degli Stati generali su salute e sicurezza sul lavoro. L’iniziativa, promossa dalla Commissione parlamentare di inchiesta della Camera dei deputati sulle condizioni di lavoro in Italia, presieduta dall’on. Gribaudo, ha visto la partecipazione della Fno Tsrm e Pstrp, attraverso il contributo della Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro.
Nel corso dell’iniziativa, una delegazione della Commissione di albo nazionale ha offerto il proprio contributo e quello dei colleghi sul territorio, su amianto e responsabilità datoriale, arricchendo il confronto e proponendo contenuti di sostanza all’interno dei tavoli di lavoro interessati. Di seguito i contributi presentati.
Responsabilità del datore di lavoro

V. Di Nucci, M.Fabi (Stato-Regioni) e S. Duraccio
Dai dati dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), emerge che il 94,8% delle imprese italiane ha meno di dieci addetti. Nel 2024 nei Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPreSAL) lavoravano 2.108 Tecnici della prevenzione. Per il quadriennio 2026-2030 se ne prevedono circa 6.500, cioè più del triplo. Secondo la Commissione, con gli organici attuali servono in media ventitré anni per visitare una volta ogni azienda. Dato il contesto, la Commissione di albo nazionale ha avanzato le seguenti proposte:
- le piccole imprese che aderiscono ai Piani mirati di prevenzione, che si impegnino a ridurre il rischio, potrebbero ottenere un premio presso l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), più punti nei bandi ISI dell’INAIL per gli incentivi alle imprese, e sanzioni più leggere per le violazioni di solo pericolo, già sanate. Niente benefici in caso di danno alle persone, di recidiva o di pericolo grave e imminente;
- i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, secondo la Commissione. di albo, dovrebbero essere formati presso le ASL, dai Dipartimento di prevenzione, affinché diventino un punto di riferimento della prevenzione all’interno dell’azienda. Questa formazione è anche condizione per accedere ai vantaggi del punto 1;
- per il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione, la Commissione di albo propone un titolo universitario specifico e l’iscrizione all’albo, sul modello del medico competente;
- i Tecnici della prevenzione hanno chiesto, inoltre, un censimento dei servizi di prevenzione delle ASL (SPreSAL) con un piano di assunzioni, e un resoconto pubblico, sul territorio, di quanto si incassa dalle sanzioni e di come viene reinvestito.
Amianto
Sul fronte amianto, la Commissione apprezza le misure introdotte dal DL 213 del dicembre 2025, al fine di ridurre il limite di esposizione al materiale cancerogeno, che scende a 0,01 fibre per centimetro cubo e, da dicembre 2029, le fibre dovranno essere misurate con microscopici elettronici, più precisa di quella ottica oggi in uso.
Tuttavia, la norma in questione, non indica i requisiti per l’operatore qualificato che deve individuare l’amianto e mancano criteri uniformi per valutare lo stato dei materiali e indicazioni operative comuni per chi vigila nelle ASL. La Commissione ha chiesto chiarimenti tecnici condivisi, affinché la tutela sia la stessa in ogni cantiere del Paese.
I documenti sono trasmessi alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia della Camera dei deputati.
Per saperne di più scarica i documenti
Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione negli ambienti e nei luoghi di lavoro
