“La sicurezza alimentare è affare di tutti”. È questo il messaggio che la Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro lancia in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare. Un appuntamento promosso da FAO e OMS che, quest’anno, punta i riflettori sul valore della scienza applicata alla protezione, qualità e salubrità degli alimenti: “Food safety: science in action”.
E proprio l’“azione” è il terreno quotidiano dei Tecnici della prevenzione. Professionisti che – traducendo i principi scientifici in misure verificabili di sicurezza, lungo l’intera filiera alimentare – operano con rigore e competenza per garantire un bene primario e universale: la tutela del cibo che mangiamo.
«Non siamo solo controllori! Siamo garanti di un bene comune: il diritto a un’alimentazione sicura, tracciabile, salubre», sottolinea Vincenzo Di Nucci, Presidente della Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione della FNO TSRM e PSTRP. «La nostra presenza sul territorio è costante, capillare, e rappresenta il braccio operativo di una scienza che diventa protezione concreta per i cittadini».
Il profilo dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro è quello di professionisti sanitari con una formazione universitaria strutturata, radicata nella tradizione scientifica italiana ma orientata alle sfide del presente e quelle del futuro. Agiscono con un approccio multidisciplinare e sistemico, ispirato al paradigma ‘One Health’: salute, alimentazione e ambiente come elementi di un unico ecosistema. Dalla produzione primaria alla ristorazione, fino all’e-commerce alimentare: ovunque si parli di cibo, c’è «o dovrebbe esserci» osserva Di Nucci, «un Tecnico della prevenzione».
Nel nostro Paese, ogni anno, si stimano circa 8.000 casi di malattie a trasmissione alimentare. E dietro ogni caso evitato di tossinfezione, dietro il richiamo tempestivo di un prodotto alimentare dagli scaffali del supermercato, c’è il lavoro meticoloso, silenzioso ma fondamentale dei Tecnici della prevenzione. Essi svolgono campionamenti ufficiali, audit igienico-sanitari, supportano l’autocontrollo aziendale (HACCP) e collaborano nelle indagini epidemiologiche in questa materia così delicata. Professionisti preparati, ordinati, aggiornati attraverso la formazione continua (ECM) e guidati dal loro Codice deontologico che fa della responsabilità verso la collettività il suo cardine.
I Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro lavorano in autonomia all’interno del Servizio sanitario nazionale e in enti pubblici e privati, integrandosi in una rete di collaborazione che coinvolge ASL, ARPA, USMAF, IIZZSS, NAS e Carabinieri per la tutela Agroalimentare. Una sinergia importante per dare risposte rapide nei casi di emergenza alimentare (come nel sistema di allerta RASFF) e per garantire l’efficacia di controlli e sanzioni.
In un contesto complesso, dove crescono le esigenze normative e aumentano i rischi legati a frodi, c’è un aspetto su cui la Commissione di albo insiste: la professionalità non è improvvisazione. «Purtroppo nel nostro settore continuano a operare figure non qualificate, senza titolo abilitante o con percorsi formativi ambigui. Questo rappresenta un rischio reale per la salute pubblica e mina la fiducia nelle istituzioni» aggiunge Di Nucci.
I Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, che sono iscritti a un proprio albo professionale presso l’Ordine TSRM e PSTRP, al contrario, garantiscono legalità, trasparenza e qualità degli interventi. Sono tenuti ad aggiornarsi costantemente, attraverso la formazione continua obbligatoria (ECM).
Il futuro? È già qui. E porta con sé sfide nuove: dal cambiamento climatico alla sostenibilità alimentare, fino alla digitalizzazione dei controlli. Temi complessi che richiedono non solo strumenti aggiornati, ma anche una visione politica chiara sulla prevenzione e competenze adeguate. I Tecnici della prevenzione sono pronti: con la loro storia, la loro autorevolezza, e soprattutto con la voglia di innovare.
«In questa Giornata mondiale, vogliamo esprimere l’orgoglio di una professione che ogni giorno mette in campo rigore scientifico, passione civile e responsabilità concreta verso la salute collettiva» afferma il Presidente Di Nucci. «La scienza in azione, per noi, è molto più che uno slogan: è il nostro lavoro. Chiediamo che questo ruolo venga riconosciuto e sostenuto a tutti i livelli. Perché la sicurezza alimentare non è un privilegio. È un diritto. E garantirlo è is everyone’s business, davvero, affare di tutti».
Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
Roma, 7 giugno 2025
07 Giu2025
Sicurezza alimentare: la scienza in azione
“La sicurezza alimentare è affare di tutti”. È questo il messaggio che la Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro lancia in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare. Un appuntamento promosso da FAO e OMS che, quest’anno, punta i riflettori sul valore della scienza applicata alla protezione, qualità e salubrità degli alimenti: “Food safety: science in action”.
E proprio l’“azione” è il terreno quotidiano dei Tecnici della prevenzione. Professionisti che – traducendo i principi scientifici in misure verificabili di sicurezza, lungo l’intera filiera alimentare – operano con rigore e competenza per garantire un bene primario e universale: la tutela del cibo che mangiamo.
«Non siamo solo controllori! Siamo garanti di un bene comune: il diritto a un’alimentazione sicura, tracciabile, salubre», sottolinea Vincenzo Di Nucci, Presidente della Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione della FNO TSRM e PSTRP. «La nostra presenza sul territorio è costante, capillare, e rappresenta il braccio operativo di una scienza che diventa protezione concreta per i cittadini».
Il profilo dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro è quello di professionisti sanitari con una formazione universitaria strutturata, radicata nella tradizione scientifica italiana ma orientata alle sfide del presente e quelle del futuro. Agiscono con un approccio multidisciplinare e sistemico, ispirato al paradigma ‘One Health’: salute, alimentazione e ambiente come elementi di un unico ecosistema. Dalla produzione primaria alla ristorazione, fino all’e-commerce alimentare: ovunque si parli di cibo, c’è «o dovrebbe esserci» osserva Di Nucci, «un Tecnico della prevenzione».
Nel nostro Paese, ogni anno, si stimano circa 8.000 casi di malattie a trasmissione alimentare. E dietro ogni caso evitato di tossinfezione, dietro il richiamo tempestivo di un prodotto alimentare dagli scaffali del supermercato, c’è il lavoro meticoloso, silenzioso ma fondamentale dei Tecnici della prevenzione. Essi svolgono campionamenti ufficiali, audit igienico-sanitari, supportano l’autocontrollo aziendale (HACCP) e collaborano nelle indagini epidemiologiche in questa materia così delicata. Professionisti preparati, ordinati, aggiornati attraverso la formazione continua (ECM) e guidati dal loro Codice deontologico che fa della responsabilità verso la collettività il suo cardine.
I Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro lavorano in autonomia all’interno del Servizio sanitario nazionale e in enti pubblici e privati, integrandosi in una rete di collaborazione che coinvolge ASL, ARPA, USMAF, IIZZSS, NAS e Carabinieri per la tutela Agroalimentare. Una sinergia importante per dare risposte rapide nei casi di emergenza alimentare (come nel sistema di allerta RASFF) e per garantire l’efficacia di controlli e sanzioni.
In un contesto complesso, dove crescono le esigenze normative e aumentano i rischi legati a frodi, c’è un aspetto su cui la Commissione di albo insiste: la professionalità non è improvvisazione. «Purtroppo nel nostro settore continuano a operare figure non qualificate, senza titolo abilitante o con percorsi formativi ambigui. Questo rappresenta un rischio reale per la salute pubblica e mina la fiducia nelle istituzioni» aggiunge Di Nucci.
I Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, che sono iscritti a un proprio albo professionale presso l’Ordine TSRM e PSTRP, al contrario, garantiscono legalità, trasparenza e qualità degli interventi. Sono tenuti ad aggiornarsi costantemente, attraverso la formazione continua obbligatoria (ECM).
Il futuro? È già qui. E porta con sé sfide nuove: dal cambiamento climatico alla sostenibilità alimentare, fino alla digitalizzazione dei controlli. Temi complessi che richiedono non solo strumenti aggiornati, ma anche una visione politica chiara sulla prevenzione e competenze adeguate. I Tecnici della prevenzione sono pronti: con la loro storia, la loro autorevolezza, e soprattutto con la voglia di innovare.
«In questa Giornata mondiale, vogliamo esprimere l’orgoglio di una professione che ogni giorno mette in campo rigore scientifico, passione civile e responsabilità concreta verso la salute collettiva» afferma il Presidente Di Nucci. «La scienza in azione, per noi, è molto più che uno slogan: è il nostro lavoro. Chiediamo che questo ruolo venga riconosciuto e sostenuto a tutti i livelli. Perché la sicurezza alimentare non è un privilegio. È un diritto. E garantirlo è is everyone’s business, davvero, affare di tutti».
Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
Roma, 7 giugno 2025 