La Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP e la Commissione di albo nazionale degli Ortottisti hanno inviato una formale comunicazione alla trasmissione “Mi manda RAI 3” in merito alla puntata del 16 novembre 2025, nella quale sono state riscontrate alcune inesattezze che hanno generato una rappresentazione non corretta della professione di Ortottista.
Si condivide pienamente la finalità della trasmissione di informare correttamente la popolazione sulla tutela del diritto alla salute, in particolare quando questo possa essere messo in pericolo da soggetti privi delle abilitazioni previste dalla normativa vigente. Gli Ortottisti da tempo si impegnano per contrastare metodi privi di evidenze scientifiche – come il metodo Bates – che promettono risultati non supportati dalla letteratura scientifica.
Nella puntata del 16 novembre, tuttavia, sono emerse alcune imprecisioni che hanno fatto apparire l’Ortottista come una figura che svolgerebbe abusivamente attività proprie del Medico. Tale rappresentazione è del tutto errata e in contrasto con il quadro normativo italiano.
Per l’Ortottista e altre 21 professioni sanitarie abilitate con laurea triennale:
a) l’ausiliarietà è stata abrogata dalla legge 42 nel 1999;
b) l’autonomia e la titolarità sono sancite dalla legge 251 del 2000;
c) sono obbligate, al pari del medico, alla formazione continua in medicina per la legge 43/ 2006;
tutte le 31 professioni sanitarie:
d) rispondono ai dettami della legge 24 del 2017 “Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonchè in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”
e) sono obbligatoriamente iscritte al proprio Ordine professionale per effetto della legge 3 del 2018.
L’Ortottista si occupa di prevenzione, valutazione e riabilitazione visiva ed effettua tutti gli esami di oculistica: questa è l’attività caratterizzante della professione.
È importante chiarire che tra le prestazioni dell’Ortottista non rientra la “ginnastica oculare” – terminologia utilizzata proprio da chi esercita abusivamente la professione – ma la riabilitazione visiva dopo una valutazione ortottica.
La valutazione ortottica, i training ortottici e la riabilitazione visiva dell’ipovedente sono prestazioni riconosciute e comprese nel nomenclatore delle prestazioni ambulatoriali del Servizio Sanitario Nazionale.
Un’altra imprecisione riguarda l’affermazione secondo cui gli strabismi sarebbero in diminuzione. In realtà, la percentuale di strabismi nell’infanzia non è diminuita: è diminuita la popolazione infantile. Inoltre, lo strabismo può insorgere anche in età adulta per diverse cause: diabete, ictus, traumi cranici, complicanze chirurgiche o difetti rifrattivi non corretti adeguatamente. È vero che oggi genitori, insegnanti e pediatri sono più attenti e che, grazie alla presa in carico precoce dei bambini con strabismo da parte dell’Oculista e dell’Ortottista, si sono ridotte le conseguenze più gravi, come l’ambliopia (occhio pigro), che in passato rappresentava una delle principali problematiche di oftalmologia sociale.
Le professioni sanitarie evolvono progressivamente in risposta ai bisogni di salute della popolazione. Risulta quindi inaccettabile denigrare o anche soltanto sminuire la professione di Ortottista e il suo ruolo essenziale nel sistema sanitario.
La Federazione nazionale e la Commissione di albo nazionale degli Ortottisti hanno chiesto alla trasmissione, anche ai sensi della legislazione sull’informazione e il servizio pubblico, di pubblicare questa rettifica con analoga visibilità e diffusione, per correggere i contenuti erronei trasmessi.
La tutela della corretta informazione sulle professioni sanitarie è fondamentale per garantire ai cittadini la consapevolezza delle competenze dei professionisti a cui si rivolgono e per contrastare l’abusivismo professionale che mette a rischio la salute pubblica.
La Commissione di albo nazionale degli OrtottistiRoma, 22 novembre 2025
