Si stima che nel nostro Paese le persone con disturbo dello spettro autistico (ASD) siano circa 78000: 1 bambino su 77 nella fascia di età tra 7 e 9 anni. A livello mondiale, i dati più recenti (CDC, 2023) indicano una prevalenza di 1 su 36. Un trend in crescita.
Diversi dati della letteratura scientifica internazionale (Sandbank et al., 2020; Zwaigenbaum et al., 2015; Dawson et al., 2010) dimostrano che la precocità dell’intervento è uno dei fattori più determinanti per modificare le traiettorie evolutive dei bambini con autismo. È necessario garantire interventi tempestivi, appropriati e accessibili sin dalle prime fasi dello sviluppo.
In particolare, intervenire precocemente favorisce lo sviluppo delle competenze comunicative, cognitive e adattive, migliorando l’autonomia e la partecipazione nei diversi contesti di vita.
A tal riguardo, le Linee guida dell’Istituto superiore di sanità raccomandano interventi precoci, intensivi e individualizzati, basati sull’interazione sociale, la comunicazione e il coinvolgimento dell’ambiente in cui si vive.
Tuttavia, la precocità della presa in carico deve accompagnarsi alla specificità del percorso terapeutico, attraverso un approccio multidisciplinare e interprofessionale, con programmi personalizzati costruiti sulle caratteristiche e sui bisogni di ciascun bambino.
Anche le Linee guida del National Institute for Health and Care Excellence del Regno Unito (NICE Guideline, 2021), sottolineano l’importanza di un approccio multidisciplinare e coordinato, in cui diverse professioni contribuiscono in modo complementare alla definizione del percorso di cura. In questo quadro, un ruolo centrale compete ai genitori la cui partecipazione attiva, attraverso interventi mediati e programmi di parent training,favorisce la generalizzazione delle competenze apprese nei diversi contesti del bambino (Oono et al., 2013; Bearss et al., 2015).
Tutto ciò consente una lettura più completa del funzionamento del bambino, in linea con il modello bio‑psico‑sociale, orientato all’autonomia, alla partecipazione sociale e a una migliore qualità della vita, ponendo al centro percorsi riabilitativi coordinati, possibili grazie a un coinvolgimento diretto di tutte le professionalità.
La FNO TSRM e PSTRP, in occasione della Giornata per la consapevolezza sull’autismo, sottolinea la necessità e l’urgenza di rafforzare modelli organizzativi integrati, promuovere la formazione specialistica e assicurare un accesso equo ai servizi su tutto il territorio nazionale.
Costruire una vera cultura dell’autismo richiede un impegno condiviso tra professionisti, Istituzioni e comunità. Una presa in carico globale è effettivamente efficace se integra precocità, specificità e lavoro in rete, valorizzando ogni bambino in un progetto di vita condiviso.
Roma, 2 aprile 2026
