Tecnici audiometristi: «7 milioni di italiani a rischio esclusione sociale per ipoacusia»
Prevenire, fare diagnosi precoce e prendersi cura dei disturbi uditivi. Sono le tre azioni chiave del World Hearing Day, la Giornata mondiale dell’udito che l’Organizzazione mondiale della sanità celebra ogni 3 marzo, allo scopo di richiamare l’attenzione su un tema spesso sottovalutato: la salute dell’udito.
La perdita dell’udito, infatti, rappresenta una delle condizioni croniche più diffuse al mondo. Secondo le stime dell’OMS (World Report on Hearing, 2021), attualmente più di 1,5 miliardi di persone – quasi il 20% della popolazione totale – convivono con una perdita uditiva; di queste 430 milioni soffrono di una perdita dell’udito invalidante. Si prevede che entro il 2050 saranno oltre 700 milioni le persone per cui il problema diventerà invalidante. A oggi i dati nostrani, ci dicono che in Italia le persone ipoacusiche sono circa 7 milioni. Dati che fanno riflettere, che impongono un cambio di prospettiva, perché non è solo una questione di decibel, ma di qualità di vita e di relazioni.
Al centro di questo cambiamento c’è una figura spesso poco conosciuta, ma determinante: il Tecnico audiometrista. A ricordarlo è la Commissione di albo nazionale dei Tecnici audiometristi della Fno Tsrm e Pstrp. Specializzati nell’esecuzione di esami strumentali audiometrici e vestibolari, gli audiometristi sono indispensabili per valutare la funzionalità dell’apparato uditivo e dell’equilibrio; essi contribuiscono alla diffusione di una cultura all’insegna della prevenzione e per il superamento dello stigma, delle barriere culturali, come di quelle emotive che circondano le persone che soffrono di tali difficoltà.
Dallo screening neonatale ai controlli in età scolare, fino al monitoraggio dell’ipoacusia nell’adulto e nell’anziano, il Tecnico audiometrista interviene in tutte le fasi del percorso di vita.
Individuare tempestivamente un deficit uditivo significa prevenire conseguenze rilevanti sullo sviluppo del linguaggio nei bambini, sul rendimento scolastico, ma anche sulla produttività lavorativa e, negli anziani, sul rischio di isolamento sociale e può rallentare il declino cognitivo.
Oggi, nei Paesi più industrializzati, circa 1-2 neonati su 1000 presentano problemi di udito permanenti sin dalla nascita, tuttavia la prevalenza cresce con l’età, passando ai 2-3 per mille a 5 anni, fino ai 3-4 per mille in adolescenza (Morton & Nance, 2006; Fortnum et al., 2001; Watkin & Baldwin, 2012). In Italia le forme di sordità ad alto impatto sociale, ovvero le perdite da gravi a profonde, colpiscono lo 0,72 per 1000, rappresentando dal 20 al 30% di tutti i casi di perdita dell’udito e sono poco correggibili con un’amplificazione acustica tradizionale, necessitando spesso di impianto cocleare (Bubbico et al., 2007).
I Tecnici audiometristi operano in stretta collaborazione con Medici otorinolaringoiatri, Audiologi, Logopedisti e Tecnici audioprotesisti, contribuendo alla definizione del quadro clinico attraverso esami oggettivi e soggettivi altamente specializzati: audiometria tonale e vocale, impedenzometria, potenziali evocati uditivi, esami vestibolari.
La precisione tecnica e la competenza nell’interpretazione dei dati strumentali del Tecnico audiometrista permettono di orientare rapidamente il medico verso il trattamento terapeutico più adeguato per la persona assistita, che può includere protesizzazione acustica, interventi chirurgici o percorsi riabilitativi.
Il ruolo del Tecnico audiometrista non si esaurisce con l’attività diagnostica, ma è sempre più coinvolto in iniziative di educazione sanitaria e campagne di screening gratuite sul territorio.
La diffusione di comportamenti a rischio, come l’esposizione prolungata a rumori intensi, l’uso improprio di cuffie ad alto volume o la mancata protezione nei luoghi di lavoro, rende fondamentale attività informative e capillari. Il Tecnico audiometrista diventa così un punto di riferimento per scuole, aziende e comunità locali, promuovendo buone pratiche di ascolto sicuro.
Anche sul fronte della prevenzione occupazionale, il professionista svolge un ruolo determinante nei programmi di sorveglianza sanitaria, contribuendo a ridurre l’incidenza dell’ipoacusia da rumore, ancora oggi una delle principali malattie professionali.
Il 2026 si colloca in un’epoca di grande evoluzione tecnologica nel campo dell’audiologia. Strumentazioni digitali sempre più sofisticati, sistemi di tele-audiologia e intelligenza artificiale stanno trasformando modalità e tempi della diagnosi.
Per questo il Tecnico audiometrista è anche un professionista dell’innovazione, chiamato deontologicamente a un costante aggiornamento per garantire standard elevati di qualità e sicurezza. In Italia, per intraprendere tale professione, occorre seguire un percorso universitario specifico e per esercitare, si deve essere iscritti all’albo specifico, appartenente agli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Ordini TSRM e PSTRP).
L’integrazione tra competenze tecniche avanzate e attenzione alla dimensione umana della relazione con la persona assistita rappresenta oggi uno dei tratti distintivi della professione.
La salute uditiva è un diritto di tutti e una responsabilità condivisa e il Tecnico audiometrista incarna il ponte tra le strategie avanzate per contrastare l’avanzata della perdita dell’udito, come tutela della salute pubblica e l’applicazione concreta sul territorio.
Ogni esame audiometrico eseguito, ogni attività di screening, ogni momento di consulenza rappresenta un tassello di un percorso più ampio volto a promuovere inclusione, comunicazione e qualità della vita. Perché “sentire bene” non significa solo percepire suoni, ma vivere pienamente alla vita sociale, relazionale e lavorativa.
Il 3 marzo offre l’occasione per riconoscere e valorizzare una figura professionale spesso poco visibile, ma essenziale nel sistema sanitario, nel preservare l’udito, un senso fondamentale per la persona e per la comunità.
Roma, 2 marzo 2026
Rassegna stampa
