9 Ottobre 2026
La prevenzione visiva non può essere lasciata al caso: dalla nascita alla terza età servono screening, educazione e presa in carico
La Sicilia ha circa la metà degli abitanti della Lombardia, ma registra un numero di persone riconosciute cieche civili superiore. È uno dei dati emersi in occasione della Giornata mondiale della vista, durante l’iniziativa promossa dalle otto Commissioni di albo degli Ortottisti della Sicilia, in collaborazione con la Commissione di albo nazionale degli Ortottisti, con il patrocinio del Presidente della Regione Siciliana, del Comune di Palermo, della Federazione nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP e dell’Associazione italiana Ortottisti assistenti di oftalmologia.
Un dato che accende i riflettori sulla necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, diagnosi precoce, educazione e riabilitazione visiva su tutto il territorio regionale.
Secondo i dati INPS relativi al 2023, illustrati dalla presidente della Commissione di albo nazionale degli Ortottisti Lucia Intruglio, la Lombardia, con 9.976.509 abitanti, registra 12.295 persone cieche civili – ciechi totali e parziali – mentre in Sicilia, con 4.814.016 abitanti, il dato raggiunge 14.300 persone.
«Numeri che devono farci riflettere – sottolinea Intruglio – perché dietro ogni dato ci sono persone, famiglie e un impatto sociale ed economico che può essere ridotto attraverso una prevenzione più capillare e una presa in carico tempestiva».
Il quadro internazionale conferma la dimensione della sfida. Il World Report on Vision dell’Organizzazione mondiale della sanità, pubblicato nel 2019, stimava in 2,2 miliardi le persone nel mondo con una forma di disabilità visiva e indicava che almeno 1 miliardo di casi avrebbe potuto essere prevenuto o non è stato adeguatamente preso in carico.
Anche in Italia il problema riguarda una quota significativa della popolazione. Le limitazioni visive aumentano sensibilmente con l’età: riguardano in forma grave l’1,9% delle persone dai 15 anni in su, il 5% degli over 65 e l’8% degli over 75. Se si considerano anche le limitazioni moderate, la percentuale sale al 33,8% tra gli ultrasessantacinquenni e al 41,9% tra gli ultrasettantacinquenni.
Numeri che rendono evidente un principio: la prevenzione della salute visiva deve accompagnare la persona lungo tutto l’arco della vita.
Dalla prevenzione neonatale allo screening prescolare, l’Ortottista può svolgere un ruolo determinante nell’intercettazione precoce delle alterazioni della funzione visiva.
Flora Mondelli, componente della Commissione di albo nazionale degli Ortottisti e presidente della Commissione di albo degli Ortottisti di Ragusa, richiama l’attenzione sull’importanza della prevenzione già dalla nascita: «La prevenzione ortottica neonatale mette in evidenza l’importanza del canale visivo già dalla nascita. Una corretta funzione visiva accompagna il bambino nell’esplorazione dell’ambiente, nella relazione con gli altri e nei processi di apprendimento. La visione non è solo guardare, ma anche esplorare per costruire la propria funzione visiva».
«Con lo screening neonatale – aggiunge Mondelli – l’Ortottista può essere un professionista efficace ed efficiente nell’intercettazione precoce delle problematiche visive».
Ancora più netta Valentina Vinci, presidente della Commissione di albo degli Ortottisti di Trapani, sullo screening prescolare: «Lo screening ortottico prescolare va istituzionalizzato e non deve essere eseguito a macchia di leopardo».
Il controllo, semplice, rapido e non invasivo, è rivolto indicativamente ai bambini tra i 3 e i 6 anni e permette di individuare precocemente alterazioni dello sviluppo visivo, strabismi, ambliopie e difficoltà della visione binoculare e stereoscopica, anche in assenza di sintomi evidenti.
«Una diagnosi precoce consente di intervenire tempestivamente – sottolinea Vinci – favorendo un corretto sviluppo della funzione visiva e contribuendo alla qualità della visione, all’apprendimento e allo sviluppo psicofisico del bambino».
Vedere bene aiuta a crescere, imparare e scoprire il mondo: lo screening ortottico prescolare è un piccolo gesto per una grande differenza.
Tra i temi affrontati anche il rapporto tra funzione visiva e apprendimento.
Benedetto Galeazzo, presidente della Commissione di albo degli Ortottisti di Palermo, ha approfondito il tema “Disturbi visivi che possono mascherare disturbi di apprendimento”, ponendo l’attenzione sulle difficoltà nella lettura e nella scrittura e dell’affaticamento visivo.
Una corretta valutazione ortottica può infatti individuare eventuali disfunzioni della visione, contribuendo a distinguerle dai Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e a riconoscere, quando presenti, eventuali condizioni concomitanti.
«L’obiettivo – evidenzia Galeazzo – è promuovere un approccio clinico scientificamente fondato e interdisciplinare, nel quale ortottista, oftalmologo e gli altri professionisti coinvolti collaborino per garantire al bambino una valutazione completa e un percorso di intervento appropriato».
Un’attenzione particolare è stata dedicata anche alla fascia 11-13 anni.
Carmelo Lombardo, vicepresidente della Commissione di albo degli Ortottisti di Enna, ha presentato la proposta di “Educazione visuo-posturale nella scuola secondaria di primo grado”, pensata per rispondere all’aumento della miopia, dell’astenopia da schermo e del Digital Eye Strain, fenomeni collegati all’uso intensivo dei dispositivi digitali, alla prolungata visione da vicino e alla sedentarietà.
La proposta supera il tradizionale concetto di screening clinico e si sviluppa attraverso un percorso educativo strutturato in sei moduli, finalizzato a promuovere ergonomia, consapevolezza corporea e corrette abitudini visive.
«L’Ortottista – spiega Lombardo – può assumere un ruolo centrale non soltanto nella prevenzione sanitaria, ma anche nell’educazione visiva della collettività e nella promozione di corretti stili di vita sul territorio».
Martina Cimino, presidente della Commissione dei albo degli Ortottisti di Caltanissetta Agrigento rilanciando il progetto dell’anno scorso “La salute visiva è un tema strettamente collegato alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Dalla relazione INAIL 2025 si evince che i numeri delle denunce di infortunio sul lavoro e di malattie professionali sono in aumento rispettivamente dell’1,2% e del‘11% rispetto al 2024. Gli infortuni che riguardano strettamente l’apparato visivo variano da circa 15.000 casi l’anno fino ad arrivare a 25.000. Sappiamo però grazie ai numerosi studi di letteratura scientifica che anche tutti gli incidenti legati a scivolamenti, cadute, essere stati colpiti da un oggetto e quindi tutte le ferite, fratture, contusioni e distrazioni che rappresentano la maggioranza del tipo di lesione sul lavoro possono essere indirettamente legati a problematiche visive e problemi della visione binoculare. Anche le patologie professionali maggiormente denunciate  cioè le patologie del sistema osteomuscolare sono spesso collegate a problemi posturali legati anche a disfunzioni della motilità oculare”.
La prevenzione assume un’importanza decisiva anche nel paziente diabetico.
Il diabete interessa oltre 4 milioni di italiani e la retinopatia diabetica rappresenta una delle principali complicanze oculari della malattia. La diagnosi e il monitoraggio precoci sono fondamentali per evitare che il danno visivo progredisca fino all’ipovisione o alla cecità.
Marco Meneghini, presidente della Commissione di albo degli Ortottisti di Siracusa, sottolinea:
«L’Ortottista può certamente occuparsi della riabilitazione dei deficit visivi del paziente con retinopatia diabetica, ma è fondamentale anche il suo ruolo nella prevenzione: informa il paziente ed effettua gli esami necessari a una diagnosi precoce».
«Investire nell’attività di screening effettuata dall’ortottista – aggiunge Meneghini – significa ridurre il peso sociale ed economico della patologia e permettere di raggiungere tempestivamente il maggior numero possibile di pazienti».
Tra le patologie che più evidenziano il valore della diagnosi precoce c’è il glaucoma.
Roberta Amato, componente della Commissione di albo degli Ortottisti di Catania, ha acceso i riflettori su quella che viene definita “la malattia silenziosa della vista”: una patologia neurodegenerativa progressiva e irreversibile del nervo ottico che nelle sue fasi iniziali può non dare sintomi. Secondo le stime richiamate nel corso dell’incontro, nel mondo ne sono colpite decine di milioni di persone e in Italia il numero è stimato intorno a 1,2 milioni. Il dato più preoccupante è che oltre la metà delle persone affette potrebbe non sapere di avere la patologia.
«Per questo motivo la diagnosi precoce attraverso esami strumentali è importantissima – spiega Amato -. L’ortottista svolge un ruolo fondamentale negli screening, nell’esecuzione di esami appropriati e attendibili e nel monitoraggio del paziente, anche grazie alle nuove tecnologie, alla telemedicina e al supporto dell’intelligenza artificiale».
La prevenzione visiva non si ferma all’età adulta.
Ilaria Ulfo, della Commissione di albo degli Ortottisti di Messina, ha affrontato il tema della prevenzione visiva nell’anziano a rischio di caduta.
La compromissione della vista può infatti rappresentare uno degli elementi che contribuiscono al rischio di caduta, soprattutto in una popolazione anziana nella quale il problema è spesso multifattoriale.
Una valutazione ortottica completa, integrata con le esigenze e le abitudini della persona, permette di individuare eventuali criticità visive che possono compromettere la sicurezza negli spostamenti.
«L’intervento ortottico – spiega Ulfo – si sviluppa a 360 gradi attraverso prevenzione, valutazione e riabilitazione, all’interno di un approccio personalizzato e multidisciplinare».
 All’evento è intervenuto il presidente dell’Ordine di Palermo, Macaluso, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando l’importanza della sinergia tra Ordini, Cda e ATS per rafforzare la vicinanza alla popolazione e offrire risposte sempre più efficaci ai bisogni di salute del territorio.
Dalla culla alla scuola, dagli schermi digitali al diabete, dal glaucoma alla terza età: la Giornata mondiale della vista ha messo al centro una convinzione condivisa dagli Ortottisti siciliani.
La prevenzione visiva non può essere episodica. Deve diventare un percorso strutturato, accessibile e omogeneo su tutto il territorio.
Le otto Commissioni di albo degli Ortottisti della Sicilia – afferenti agli Ordini TSRM e PSTRP di Caltanissetta-Agrigento, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani – hanno unito le proprie competenze per richiamare l’attenzione delle istituzioni e dei cittadini sulla necessità di investire nella prevenzione e nell’educazione alla salute visiva.
«Prevenire equivale intercettare prima, intervenire prima e ridurre le conseguenze sociali, sanitarie ed economiche della perdita della funzione visiva».
E perché, in fondo, come spiegato dalla Commissione di albo, il messaggio della Giornata mondiale della vista è: «La prevenzione non ha età: dalla nascita alla terza età, ogni fase della vita merita uno sguardo attento». Un’occasione per incontrarsi, informarsi, prevenire e ricordarci che vederci bene significa vivere meglio.

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