24 Luglio 2026

Il Dietista è un tecnico o un professionista sanitario?

La parola alla Commissione di albo nazionale dei Dietisti

Possiamo definire il web come un campo minato di fake news, dove la libertà di “disinformazione” può arrivare ad alimentare narrative fuorvianti e interessare intere categorie professionali.

È il caso dei Dietisti, la cui identità, seppur legalmente definita e riconosciuta a livello internazionale, è spesso confusa con altre figure prive dei titoli abilitanti specifici.

Siamo di fronte ad un fenomeno di disinformazione mirata, che contribuisce ad alimentare l’esercizio abusivo della professione. Questa ambiguità mette a rischio la salute pubblica indirizzando i cittadini verso operatori non qualificati.

Per fare chiarezza sulle bufale più diffuse, abbiamo intervistato su diversi argomenti, i componenti della Commissione di albo nazionale dei Dietisti della FNO TSRM e PSTRP, organo di massima rappresentanza istituzionale di tale categoria professionale.

Per iniziare il ciclo di interviste, abbiamo coinvolto Marco Tonelli, presidente della Commissione di albo nazionale dei Dietisti dal 2020.  

Presidente Marco Tonelli, partiamo da un tema centrale per la dignità dell’intera categoria professionale. Come valuta l’affermazione secondo cui ‘Il Dietista non sarebbe un professionista sanitario, ma un tecnico sanitario’?

«Ai sensi delle leggi 42 del 1999, 251 del 2000, 24 del 2017 e 3 del 2018, il Dietista è un professionista sanitario, dove il termine “tecnico” ne identifica semplicemente l’area di appartenenza.

Negarlo significherebbe ignorare uno dei pilastri del diritto italiano. Ai sensi dell’articolo 2229 del Codice civile, infatti, il Dietista è una professione intellettuale, per l’esercizio della quale è necessaria l’iscrizione in appositi albi o elenchi».

Ha citato alcune norme che hanno portato alla definizione attuale del Dietista come professionista sanitario. Può ripercorrere l’excursus storico-normativo che ha condotto a questo riconoscimento? 

«Pochi sanno che lo Stato italiano riconosce 31 diverse professioni sanitarie. Nel 1934 le uniche riconosciute erano quella del medico, del veterinario e del farmacista, alle quali nel 1985 si è aggiunta la professione dell’odontoiatra.

Solo dagli anni Novanta, attraverso una serie di decreti, sono state individuate altre figure: da quattro sono diventate 26, tra queste vi era proprio il Dietista. La svolta è arrivata nel 1999 con la legge n. 42 che ha trasformato le professioni fino ad allora definite ‘ausiliarie’ in ‘professioni sanitarie’».

Poi arriva il 2000 e le professioni sanitarie vengono suddivise in gruppi specifici. Che cosa cambia per i Dietisti?

«Con la legge n. 251 del 2000 il Dietista è stato annoverato tra le professioni sanitarie dell’area tecnico-assistenziale, riconoscendone il ruolo specifico all’interno del sistema salute. Da quel momento il Dietista diventa un professionista con competenze definite, che esercita in autonomia operativa e con responsabilità nei propri ambiti di azione».

Quando è stato istituito il corso di laurea per diventare Dietista?

«Sempre nel 2000, anno in cui sono state definite le classi di laurea delle medesime professioni sanitarie includendo, per l’appunto, anche il corso di laurea in dietistica».

Poi arriva il 2018 e il “decreto Lorenzin” e l’istituzione di Ordini e albi per tutte le professioni sanitarie.

«Con la legge n. 3 del 2018, acquisiscono lo status giuridico di professioni sanitarie gli psicologi, i chimici, i biologi e i fisici. Nel 2021 anche gli osteopati, giungendo, come anticipato, a trentuno.

Ebbene, il cerchio si chiude con l’istituzione degli Ordini e degli albi, la cui iscrizione diventa requisito indispensabile per esercitare la professione di Dietista».

 

Nelle prossime settimane intervisteremo gli altri componenti della Commissione di albo dei Dietisti per continuare il nostro debunking e confutare le altre bufale più famose.

La Commissione di albo nazionale dei Dietisti