Lo scorso 30 luglio del 2025, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci e del Ministro della salute Orazio Schillaci, con procedura d’urgenza ha approvato un disegno di legge per la salute e la sicurezza nelle piscine.
Le nuove norme aggiornano la classificazione delle strutture di piscina pubbliche, a uso pubblico e domestiche, individuando i requisiti di sicurezza, impiantistici, igienico-sanitari e gestionali, i controlli interni in autocontrollo dei gestori, i controlli esterni da parte delle ASL, inoltre, prevedendo sanzioni per le eventuali violazioni.
In termini legislativi si tratta di un vero e proprio dispositivo di igiene e sanità pubblica, come non se ne vedono da molti decenni ed è una vera e propria rivoluzione copernicana, in un settore caratterizzato da un vuoto normativo e da una frammentarietà regionale esasperante anche per gli stessi gestori, progettisti e impiantisti.
Tale progetto normativo nasce da un gruppo di lavoro interregionale, su mandato del CIP (Coordinamento interregionale di prevenzione), inserito nell’iter istituzionale della Conferenza Stato-Regioni per gli ambiti di competenza della Commissione salute, che è stato coordinato ed ha coinvolto attivamente i Tecnici della prevenzione in un tavolo di lavoro multiprofessionale, dimostrando l’elevata competenza della nostra figura oltre alla capacità di saper progettare un sistema di prevenzione complesso e strutturato lavorando con successo in un’équipe di esperti regionali.
Il mandato iniziale prevedeva solo una revisione dell’Accordo Sato-Regioni del 16/01/2003, relativo agli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio, tuttavia, i Tecnici della prevenzione, esperti nella valutazione dei rischi di piscina e nella vigilanza, consapevoli dei tanti limiti e delle aree grigie di tale ormai obsoleto dispositivo, si sono imposti di fronte ai rappresentanti del Ministero della salute affinché si lavorasse su un impianto più organico che entrasse accuratamente negli aspetti di prevenzione dai rischi di annegamento, infortunistici, igienico-sanitari, impiantistici e gestionali per i frequentatori delle piscine, sia pubbliche che private, fornendo anche maggiori strumenti di controllo nell’ambito della vigilanza svolta dai colleghi afferenti ai Servizi di igiene pubblica delle nostre ASL, quali un potere dispositivo, anche in sede di ispezione, e un potere sanzionatorio unico su tutto il territorio nazionale, ora presente solo in pochissime regioni per legiferazione locale.
I Tecnici della prevenzione operanti nell’ambito della Sanità pubblica o anche nella consulenza del settore piscine, da tale dispositivo normativo, al termine dei lavori parlamentari di approvazione della legge, si attendono uno strumento maggiormente efficace anche per la prevenzione dei numerosi decessi per annegamento che hanno coinvolto negli anni molti bambini (l’11% degli annegamenti nazionali avvengono in piscina e il 53% di questi sono bambini dai 18 mesi ai 12 anni, portando le vasche di piscina ad essere la prima causa di annegamento per i bambini), specie nella prima fascia di età pediatrica (0-5 anni), sia per una inefficace sorveglianza a bordo vasca sia per errori impiantistici e installazioni difformi dalle norme di regola dell’arte. Allo stesso tempo, ci si auspica una maggiore tutela per tutte le fasce d’età che frequentano le piscine o i biolaghi/biopiscine (quest’ultimi mai normati fino ad oggi e attualmente “terra di nessuno”) sia prevenendo i rischi igienico-sanitari microbiologici e chimici (causa di varie patologie e di intossicazioni), sia infortunistici comportanti anche importanti lesioni (quasi annegamenti, traumi da cadute/tuffi, esposizioni a gas cloro, esplosioni, ecc…) e, non per ultimo, prevenendo anche la morte improvvisa per arresto cardio circolatorio rendendo obbligatorio il DAE in ogni struttura di piscina pubblica o a uso pubblico.
Commissione di albo nazionale dei Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
Roma, 31 luglio 2025
