11 Giugno 2026

Caterina Di Marco, Presidente della Commissione di albo nazionale degli Igienisti dentali ha preso parte alla cerimonia inaugurale del Congresso nazionale del Collegio dei Docenti universitari di discipline odontostomatologiche, dal titolo “Odonto-IA-tria, Intelligenza Artificiale e Odontoiatria”, tenutosi ad Ancona lo scorso 11 giugno.

Riportiamo di seguito l’intervento: 

Ringrazio il Presidente del Collegio, prof. Lorenzo Lo Muzio, per l’invito, molto apprezzato dall’Istituzione che rappresento. Porto il saluto della Commissione di albo nazionale degli Igienisti dentali e dell’intera comunità professionale.

Il tema dell’intelligenza artificiale è oggi tra i più rilevanti sul piano scientifico, formativo, etico, deontologico e professionale. L’AI sta progressivamente cambiando il modo in cui accediamo alle informazioni, utilizziamo i dati clinici, assumiamo decisioni e gestiamo la relazione con la persona assistita. Questo cambiamento riguarda tutte le professioni sanitarie, compresa, in modo molto concreto, quella dell’Igienista dentale.

Gli ambiti di impatto sono già visibili: dall’accesso alla conoscenza scientifica alla prevenzione personalizzata, dalla gestione dei dati clinici all’integrazione con tecnologie e dispositivi. L’AI non riduce la sicurezza del paziente: chiede, piuttosto, che la sicurezza venga costruita su competenze, responsabilità, qualità della formazione e appropriatezza delle decisioni.

Ed è proprio qui che si colloca la riflessione che desidero condividere con voi.

Pochi giorni fa, proprio il TAR Marche ha pubblicato una sentenza che ripropone una lettura molto restrittiva del ruolo e delle competenze dell’Igienista dentale. È una pronuncia che, con il massimo rispetto dovuto alla funzione giurisdizionale, la comunità professionale che rappresento non ritiene condivisibile.

Non appare condivisibile nella parte in cui ricollega la necessità della compresenza fisica dell’Odontoiatra a un generico richiamo al rischio per la sicurezza del paziente, e nella parte in cui attribuisce al termine “indicazione” un significato tale da evocare, nelle parole stesse della sentenza, una contestualità spaziale tra le due figure professionali. Un’impostazione che, peraltro, non risulta ancorata a specifiche evidenze scientifiche o linee guida cliniche che, allo stato attuale, dimostrino la necessità di una simile rigidità organizzativa.

Nell’era dell’intelligenza artificiale, che valorizza modelli di cura fondati sulla prossimità, sulla prevenzione personalizzata e sulla presa in carico tempestiva della persona assistita, interpretare il rapporto tra professioni in chiave essenzialmente presenziale rischia di non essere coerente con il progresso scientifico e organizzativo in atto. Rischia, soprattutto, di trasmettere un messaggio improprio: che l’esercizio di una professione sanitaria che opera primariamente nella prevenzione debba essere guardato con una presunzione di rischio. E si finisce inevitabilmente per mettere in discussione l’attrattività della professione e l’iscrizione ai corsi di laurea in igiene dentale e, in modo improprio, l’adeguatezza stessa della formazione.

Questo non è il mio pensiero e non è il pensiero degli Igienisti dentali.

Riteniamo, al contrario, che la qualità della formazione, la responsabilità professionale e la capacità degli Igienisti dentali di integrarsi con i nuovi strumenti digitali meritino di essere riconosciute e valorizzate.

Per questo auspico con fermezza, e ritengo non più rinviabile, un intervento del Legislatore che evolva i profili professionali sanitari e gli ordinamenti didattici, così da allineare competenze, responsabilità e modelli organizzativi ai reali bisogni di salute e, perché no, anche alle potenzialità dell’AI. La tutela dell’autonomia professionale dell’Igienista dentale non è una rivendicazione corporativa: è una condizione essenziale per garantire prevenzione efficace e uso responsabile dell’innovazione.

La Commissione di albo nazionale è pronta a collaborare con le istituzioni, il mondo accademico e le altre professioni sanitarie per costruire percorsi formativi e modelli di cura che riconoscano in modo chiaro e definitivo il ruolo autonomo e responsabile dell’Igienista dentale nel sistema salute.

Grazie.