Care colleghe e cari colleghi,
dallo scorso marzo la nostra Federazione nazionale è guidata da un Comitato centrale rinnovato, espressione degli iscritti afferenti ai nostri Ordini. In pochi mesi abbiamo posto le basi per ripartire e lavorare in modo autorevole e strategico a favore delle nostre professioni, della nostra comunità professionale e, soprattutto, dei cittadini e della salute pubblica.
La nostra istituzione è unica nel suo genere, unica al mondo: accoglie al proprio interno 19 professioni e una ventesima – gli Osteopati – che sta per entrare a pieno titolo nell’alveo ordinistico. Un’istituzione multi professionale, che per le sue caratteristiche intrinseche, è fondata su un elevato livello di condivisione e di partecipazione interna. Orientata verso un progetto comune, le cui soluzioni sono frutto di riflessioni e condivisioni costanti sostenute da basi di responsabilità solide.
Ciascuna delle nostre professioni ha una propria storia, alcune più recenti, altre addirittura centenarie, e tutte sono costituite da donne e uomini che ne hanno rafforzato l’autonomia e la responsabilità nell’approccio alla persona assistita e nella relazione interdisciplinare e interprofessionale con le altre figure sanitarie, mantenendole al passo con le tecnologie più avanzate e con il progresso scientifico più aggiornato.
Tutte le nostre professioni sono indispensabili e imprescindibili per il Sistema salute e nessuna può essere privata della propria specificità. Questo Comitato centrale è impegnato sin dal primo giorno a difenderne l’identità, a valorizzarne il ruolo e a garantire il riconoscimento delle specificità proprie di ciascuna professione.
Un altro tema centrale della nostra azione è il superamento del vincolo di esclusività. Abbiamo chiesto alle forze di Governo l’abrogazione definitiva della norma che impedisce a migliaia di professionisti di esercitare la libera professione al di fuori dell’orario di servizio. Al momento è prevista una deroga fino alla fine del 2026, ma è nostro dovere ribadire con forza che si tratta di una disposizione anacronistica, priva di ragioni per essere mantenuta. Occorre consentire ai professionisti di operare liberamente, senza lacci né lacciuoli, esprimendo appieno il proprio potenziale, a beneficio dell’intera popolazione e del Servizio sanitario nazionale.
Avvertiamo forte la responsabilità di restituire alle nostre professioni e ai nostri professionisti una dignità riconosciuta e percepita, al pari di altre professioni storicamente più note ai cittadini. Si tratta di un impegno deciso, che desidera configurarsi come il manifesto di questo Comitato centrale: rendere le nostre professioni più forti e maggiormente attrattive, garantendo percorsi formativi avanzati e percorsi di carriera solidi, chiari e incentivanti. Vogliamo convincere le nuove generazioni a scegliere le nostre professioni che, vale la pena ricordarlo, esprimono uno dei più alti tassi di occupazione nel nostro Paese.
In questi giorni ricorre l’anniversario dell’istituzione del Servizio sanitario nazionale, figlio dell’articolo 32 della Costituzione, che sancisce il diritto alla salute come diritto fondamentale e universale, da tutelare e preservare. La spina dorsale del Sistema sanitario è rappresentata innanzitutto dalle persone che vi lavorano, ancor prima che dai mezzi e dalle infrastrutture.
In Italia, una parte rilevantissima di questo personale è costituita dalle nostre professioni e da voi professionisti. In vista delle prossime festività, è a voi che desidero rivolgere un sincero augurio di buone feste e di un felice anno nuovo, con l’auspicio che il 2026 possa essere un anno di svolta per le nostre professioni e per l’intero Servizio sanitario nazionale, verso un sistema realmente equo e sostenibile in ogni parte del Paese.
Diego Catania, Presidente della FNO TSRM e PSTRP
Roma, 23 gennaio 2025